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Religion

Papa Leone XIV al Meeting di Rimini: «Smascherare i rapporti di potere che generano guerre e povertà»

Davanti a circa 60.000 persone al Meeting di Rimini, Papa Leone XIV ha invitato a smascherare i rapporti di potere che generano guerre e povertà, e ha esortato i giovani a costruire comunione e pace.

Papa Leone XIV al Meeting di Rimini: «Smascherare i rapporti di potere che generano guerre e povertà»
Papa Leone XIV al Meeting: "Prima dei confini ci sono sempre le persone"

Papa Leone XIV ha aperto il Meeting di Rimini con un appello diretto a smascherare «i rapporti di potere che generano guerre e povertà». Davanti a una folla stimata in circa 60.000 persone, il Pontefice ha pronunciato un discorso che ha toccato i temi della responsabilità, della libertà e della speranza, in un contesto segnato dai conflitti in corso e dalle sfide migratorie.

«Il futuro è una promessa, non una minaccia», ha detto il Papa, citando Dante e richiamando l'immagine dell'«amor che move il sole». Molti, ha osservato, «non lo credono più, sia fra gli adulti sia fra i giovani». L'intervento è stato accolto da una lunga standing ovation, con centinaia di foulard gialli e bianchi sventolati e decine di striscioni: un'accoglienza da rockstar per il Pontefice, arrivato al Villaggio Ragazzi dove oltre cinquemila persone, soprattutto famiglie con bambini, erano stipate nel padiglione di seimila metri quadrati, provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero.

Nel suo discorso, Papa Leone si è rivolto in particolare ai giovani presenti, sottolineando che «nell'amore non c'è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C'è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé». Ha poi aggiunto: «Cari giovani, oggi il mondo sembra stupirsi della vostra adesione a Cristo, dell'attrazione che sentite per Lui e per la sua Parola, della vostra appartenenza alla Chiesa. Che siate cristiani è oggi per molti una sorpresa». Il Pontefice ha chiarito che «non è una questione di numeri, sebbene commuovano le migliaia di vostri coetanei che chiedono il Battesimo in società considerate tra le più secolarizzate del mondo. È una questione di libertà: la verità si incontra solo nella libertà».

Il Papa ha poi lanciato un invito alla responsabilità, specialmente per chi «molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura». Le diverse edizioni del Meeting, ha ricordato, «hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l'arte, la musica, la letteratura, la scienza, l'economia e con ogni espressione dell'animo umano». Ha esortato: «Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l'alienazione e la disperazione, l'altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia».

Riferendosi alle tensioni internazionali, il Santo Padre ha affermato che «al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità». Ha riconosciuto che «il peccato esiste, certo, ma più forte è l'amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti, ogni aspetto della vita, da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato».

A braccio, in un breve saluto nella Città dei Ragazzi, Papa Leone ha ringraziato i presenti: «Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito». Ha lodato il Meeting per non essere diventato «una sorta di enclave», ma «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini». Ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II, secondo cui «se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione», e ha aggiunto: «Se ci sarà comunione nel mondo, comincia con voi giovani, perché voi sapete costruire la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace e il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità, della vostra fedeltà».

Concludendo, il Pontefice ha citato Sant'Agostino per rimarcare che «l'amore è la forza che può davvero cambiare il mondo» e ha esortato: «Il nostro cuore, che è così grande, così capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo tutti la strada per camminare insieme, per costruire un mondo di pace e di amore». Ai giovani ha detto sorridendo: «Non sapete quanto è bello vedere tutti voi qui insieme, e siete solo una piccola parte, perché dall'altra ce ne sono di più. Bravissimi!». E ha concluso: «Continuate con questo bellissimo cammino. Vivete sempre con questo entusiasmo e vedrete che possiamo davvero costruire un mondo di pace e amore».

Jana Hartmann

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Culture Reporter

Jana Hartmann covers public affairs, politics, business, culture and daily news for Hochland. The role focuses on verification, context, and clear explanations for readers.